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DONALD RICHARD DELILLO

- Premio Internazionale “Una vita per la letteratura” -

Donald_Richard_DeLilloDonald Richard DeLillo, detto Don, è nato a New York nel 1936 da genitori italiani emigrati dopo la Prima Guerra mondiale da un paesino in provincia di Campobasso, Montagano.
Con quattordici romanzi all’attivo, è considerato uno dei maggiori scrittori americani del nuovo millennio, figura centrale del postmodernismo letterario, insieme a Thomas Pynchon e Paul Auster. Osservatore acuto, descrive la realtà attraverso i media, la religiosità, i riti profani e le liturgie della politica con i suoi intrighi tesi alla conquista del potere.
I suoi lavori sono stati tradotti in diverse lingue e gli hanno valso numerosi riconoscimenti. In Italia è stato pubblicato a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta da Il Saggiatore, Pironti, Net ed Einaudi. 

Cresciuto nel quartiere del Bronx, frequenta le scuole cattoliche, fino alla laurea in Arti comunicative alla Fordham University. Terminati gli studi lavora per alcuni anni come copywriter alla Ogilvy & Mather e inizia a interessarsi di arte, musica – soprattutto jazz – e scrittura.
Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Americana, tradotto in italiano nel 2000 da Il Saggiatore.  Ventott’anni, manager di una grande rete televisiva, il protagonista David Bell è un cinico yuppie in una Manhattan anni Settanta. Dalla vetta del successo gli si spalanca davanti un vuoto insostenibile che lo spinge a intraprendere un pellegrinaggio in camper nel cuore dell’America.
Nel 1972 pubblica End Zone, non ancora tradotto in italiano, e l’anno successivo Great Jones Street (Il Saggiatore, 1997) che narra di un artista rock ritiratosi a vivere in un ambiente spoglio per trovarvi pace e anonimato, ma che poi scopre di essere solo un prodotto del business e dell’avidità.
Dopo la pubblicazione di altri romanzi, tra cui Giocatori (Einaudi, 2005) e Cane che corre (Einaudi, 2005), alla fine degli anni Settanta intraprende un viaggio formativo in Medio Oriente e in India, per poi trasferirsi in Grecia dove vive per tre anni e scrive il suo ottavo romanzo, I nomi (Einaudi, 2007). La vicenda si svolge tra la fine del 1979 e l’inizio del 1980, il periodo della rivoluzione islamica in Iran e dei sequestri terroristici. L’americano James Axton, sull’isola dell’Egeo per lavoro, viene a conoscenza di un omicidio rituale. Comincia così a indagare, seguendo la pista del “culto dei nomi”, sinonimo di potere occulto.

De Lillo torna successivamente negli Stati Uniti. Qui, nel 1985, scrive il suo primo capolavoro, che gli vale il National Book Award, Rumore Bianco (Einaudi, 2000). Il romanzo racconta di un solitario professore ossessionato dal fascino ipnotico dei discorsi di Hitler e dei canti del Terzo Reich, in cui vede celati messaggi in codice.
È del 1997, con la pubblicazione di Underworld (Einaudi, 1999), la consacrazione a livello internazionale di DeLillo. Nel libro i passaggi di mano della palla utilizzata il 3 ottobre 1951 al Polo Grounds di New York nella partita di baseball tra i Giants e i Dodgers sono il filo narrativo per la costruzione di un gigantesco quadro dell’America dalla guerra fredda fino alla crisi di Cuba e al crollo dell’Unione Sovietica. Insieme ai personaggi di fantasia, compaiono i protagonisti della storia politica, sociale e mediatica del dopoguerra, da John Kennedy a Lenny Bruce, da J. Edgar Hoover a Frank Sinatra, da Truman Capote ai Rolling Stones.
Tra gli altri lavori si ricordano: Libra. Lee Oswald e il complotto per l'assassinio del presidente Kennedy (Einaudi, 2000), dove l’autore afferma che inquadra il delitto in un torbido intreccio tra Cia, Fbi e malavita organizzata legata alla mafia; Body art (Einaudi, 2001), storia di un’artista costretta a confrontarsi con il lutto e i misteri dell’espressione artistica; Valparaiso (Einaudi, 2002), una commedia surreale sul sensazionalismo cinico dei grandi network; Cosmopolis (Einaudi, 2003), un percorso alla ricerca della proprie radici.
Tradotto da Einaudi, l’ultimo romanzo L’uomo che cade si apre con la descrizione della mattina dell’11 settembre, subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Al centro la figura dell’avvocato Keith Neudecker, sopravvissuto miracolosamente al crollo degli edifici.
Nel 2008 riceve il Premio Grinzane Internazionale Una vita per la letteratura.

Bibliografia
 
Rumore bianco – Pironti, 1987; Einaudi, 2000
Libra. Lee Oswald e il complotto per l'assassinio del presidente Kennedy – Pironti, 1989; Einaudi, 2000
I nomi – Pironti,1990; Einaudi, 2007
Cane che corre – Pironti, 1991; Einaudi, 2005
Mao II – Leonardo, 1992; Einaudi, 2003
Giocatori – Pironti, 1993; Einaudi, 2005
Great Jones Street – Il Saggiatore, 1997; Net, 2004
Underworld – Einaudi, 1999
Americana – Il Saggiatore, 2000
Body art – Einaudi, 2001
Valparaiso (commedia) – Einaudi, 2002
Cosmopolis – Einaudi, 2003
La stanza bianca – Einaudi, 2003
Love-lies-bleeding (commedia) – Einaudi, 2006
L’uomo che cade – in uscita per Einaudi a fine gennaio 2008