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| Mar, 9 febbraio 2010 | il premio > Edizione Corrente > La designazione |
Silvana Grasso
Silvana Grasso è nata a Macchia di Giarre e vive a Gela,
dove insegna lettere classiche in un liceo. Tra i suoi libri, che hanno ricevuto
importanti riconoscimenti: Nebbie di ddraunàra (1993), Il bástardo di Mautàna
(1994, 1997), Ninna nanna del lupo (1995), Lalbero di Giuda (1997), La pupa di
zucchero (2001).
Sin da bambina, da quando implorava il Signore di farle cadere i
capelli rossodiàvuli, Memi Santelìa insegue invano una metamorfosi. A nulla è
servito lasciare la Sicilia dove è nata, migrare oltre lo Stretto, a Milano,
indossare sotto il camice da psichiatra, il simulacro della normalità. Neppure
contraffare in Ciane il suo vero nome ha potuto addomesticare la sua nevrosi che
ha, nel disamore della madre, radici lontane, contro cui non vale la potatura
della dimenticanza né il miracolo dei farmaci. Dopo ventanni desilio, al
capezzale della madre morta, in una lunga e calda notte di veglia siciliana,
tornano, violente e suggestive, le stagioni della sua infante infelicità,
laborto cui era sopravvissuta lordando di sangue i materassi della dote di sua
madre, liniziazione al sesso con un vecchio venditore di ghiaccio, il
Chiaromonte, che aveva un occhio di vetro e mani di musicista.
Infuria ancora
la nevrosi, inverdisce, ma infuria di più la sua sicilianità, belva in letargo,
angioma contro cui non vale un espatrio né una nuova identità anagrafica. Per
unoccasione fortuita Memi vince il concorso per dirigente di primo livello
nella divisione di neurologia dellospedale della città di **** e torna a vivere
in Sicilia.
Pochi mesi per capire che, al di là dei propagandistici inni alla
Legalità, nulla è mutato sullIsola, dove vecchie e nuove mafie convivono in
ritrovate armonie di sodalizio, e il principio che nulla è mai come sembra è
uneredità di sangue nel vangelo delletica isolana. Una legge non scritta
condanna alla morte, e peggio, alla soccombenza, chi si oppone. È comandamento
il Potere di chi conta e va onorato sempre.
Conta nella città di **** il
direttore sanitario Candido Dolcemascolo che esibisce il trionfo del suo potere
nelle mostruose escrescenze cementizie dellOspedale. Conta il procuratore capo
Mario Anzaloro che tiene in pugno i suoi giovani sostituti del Nord est. Su
tutti, invisibile nella sua masserìa, conta Emilio il Filosofo, detto lAnima,
che ha la nuca spezzata, odia la luce del sole, progetta delitti, legge poeti
ellenistici e ascolta lirica. Anche lui, come Memi, alla ricerca di una
metamorfosi che non ha il sapore o il coraggio duna conversione, consapevole
che lunica metamorfosi possibile per sé è la morta, per lIsola il
Mito.